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IL NEUROBLASTOMA

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Il neuroblastoma è uno dei tumori più frequenti tra i bambini. Esso origina dalle cellule del sistema nervoso simpatico, che si trovano nelle ghiandole surrenali, organi che sono a contatto con i reni, oppure in alcuni gruppi di cellule nervose, detti gangli, presenti nel collo, nel torace e nell’addome ai lati della colonna vertebrale. Questo tumore può presentarsi sin dai primi mesi di vita. I sintomi possono essere diversi: febbre, debolezza, pallore, tosse e difficoltà alla respirazione, dolori addominali, ingrossamento dell’addome, dolore alle gambe, difficoltà a camminare.

 

Per fare la diagnosi di neuroblastoma è necessario fare:

•esame del sangue per vedere se sono aumentate alcune sostanze come LDH, ferritina e NSE;
•esame delle urine raccolte durante 24 ore, per misurare alcuni acidi che vengono prodotti dalle cellule del neuroblastoma: acido vanilmandelico e acido omovanillico;
•radiografia del torace per valutare la presenza di un’eventuale massa;
•ecografia dell’addome e del bacino per verificare se c’è una massa nelle ghiandole surrenali, vicino alla colonna vertebrale o nel fegato;
•TAC o risonanza magnetica nucleare di torace ed addome per confermare quanto già visto con gli esami precedenti e per vedere se la massa può essere facilmente operata;
•scintigrafia con MIBG, una sostanza che viene iniettata per via endovenosa e che va a riconoscere tutte le zone dell’organismo in cui vi sono accumuli di cellule di neuroblastoma;
•esame del midollo osseo per verificare se le cellule del neuroblastoma si sono diffuse anche in questo organo.

 

Tutti questi accertamenti richiedono del tempo, ma sono necessari per potere fare una diagnosi sicura e completa. Il ritardo di alcuni giorni, che non compromette affatto la possibilità di guarigione del bambino, è importante per stabilire con assoluta precisione lo stadio della malattia e quindi il piano delle cure da eseguire.
I protocolli di terapia che si utilizzano nel neuroblastoma, non sono frutto di un lavoro esclusivamente locale o nazionale, ma derivano dalla collaborazione dei più importanti Paesi europei.
All’inizio occorre eseguire un intervento chirurgico per togliere il tumore o, se ciò non è possibile, per prenderne un frammento (biopsia) ed analizzarlo: ciò serve per essere certi che si tratti di un neuroblastoma e per conoscere alcune caratteristiche del tumore che ne indicano l’aggressività.

 

Stadiazione

In base al tipo di intervento eseguito ed a quali organi sono interessati dalla malattia,il neuroblastoma sarà:
stadio 1, se il tumore è solo in una sede e viene asportato completamente. In questo caso non è necessario eseguire alcuna terapia;
stadio 2, se il tumore è solo in una sede, ma l’intervento ha lasciato dei residui piccolissimi, oppure una parte del tumore si è rotta durante l’intervento, oppure i linfonodi vicini al tumore contengono cellule di neuroblastoma. È necessaria una breve chemioterapia solo per alcuni casi in cui le cellule del tumore asportato presentano carattere di aggressività;
stadio 3, se il tumore non può essere operato perché è troppo grosso oppure coinvolge organi o vasi importanti. E’ necessaria una chemioterapia che cercherà di rendere la massa più piccola e quindi operabile;
stadio 4, se il tumore oltre che con la massa principale è presente anche in altri organi (metastasi) come il midollo osseo, le ossa, il fegato. Oltre all’intervento chirurgico sulla massa principale è necessaria una cura molto intensiva per cercare di eliminare la malattia da tutti gli altri organi. E’ indicato in questi casi un trattamento molto aggressivo con alte dosi di chemioterapia seguite da autotrapianto di cellule staminali (vedi pagina …..);
stadio 4s, se il bambino ha meno di un anno di età ed il tumore presenta metastasi al fegato o al midollo osseo o alla cute. E’ un tipo speciale di neuroblastoma (s= speciale) che in molti casi guarisce senza bisogno di cure, a volte senza neanche l’intervento chirurgico.

 

Possibilità di guarigione

Il bambino che ha un neuroblastoma nel primo anno di vita, anche se il tumore è molto grosso o presenta metastasi, ha una elevata possibilità di guarigione: 8-9 bambini su 10 infatti guariscono. Nei bambini di età superiore invece la possibilità di guarigione cambia nei diversi stadi: nello stadio 1 e 2,  8 bambini su 10 guariscono; nello stadio 3, se la chemioterapia riesce a rendere il tumore operabile, la guarigione avviene in 8 bambini su 10, ma se il tumore rimane inoperabile le possibilità di guarigione si riducono molto; nello stadio 4 la chemioterapia molto intensiva, seguita da trapianto di cellule staminali, riesce quasi sempre ad eliminare o a ridurre la malattia che però purtroppo spesso si ripresenta, per cui la guarigione è possibile solo in una piccola parte dei bambini, circa 3 su 10.

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