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DI TUMORE
SI PUÒ GUARIRE

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Quando è possibile considerare guarito un bambino con leucemia o tumore ?
È la domanda che naturalmente viene posta più spesso dai genitori. Non è facile rispondere: per ciascuna delle malattie tumorali il tempo in cui il bambino può essere considerato guarito è diverso. I seguenti dati sono puramente orientativi, basandosi su casistiche molto ampie che non tengono conto delle caratteristiche cliniche del singolo paziente: ogni bambino è infatti un caso particolare e come tale va valutato.

 

Per la leucemia linfoblastica acuta, vengono considerati guariti i bambini che non ripresentino più i segni della malattia entro 5 anni dalla diagnosi.

 

Per la leucemia mieloide acuta si può parlare di guarigione dopo circa 2 anni dalla fine della terapia.

 

Nel caso del neuroblastoma molto dipende dalle caratteristiche iniziali della malattia: nei casi con metastasi il pericolo di una ricomparsa della malattia rimane per diversi anni, anche se dopo 5 anni tale rischio è molto basso. Se invece non ci sono metastasi e il tumore viene tolto con l’intervento chirurgico, dopo 2 anni il bambino può essere considerato guarito.

 

I pazienti con tumore di Wilms, tumore del fegato, rabdomiosarcoma o tumore del sistema nervoso centrale, se vanno in remissione completa, cioè non hanno più alcuna traccia del tumore, possono essere considerati guariti 2 anni dopo la fine delle cure.


Per quanto riguarda il linfoma, i tempi di guarigione sono diversi secondo il tipo di linfoma. Il bambino con linfoma di Hodgkin, linfoma T o linfoma a grandi cellule anaplastiche, può essere considerato guarito 3 anni dopo la fine delle cure. Nel caso del linfoma B si può parlare di guarigione dopo circa 2 anni dalla fine della terapia.

 

Per l’istiocitosi a cellule di Langerhans il discorso è diverso. Solo 2-3 bambini su 10 possono dirsi guariti dopo la cura. Per tutti gli altri, finita la terapia, la malattia può ripresentarsi per cui la cura deve essere ripresa anche diverse volte.


 

I genitori spesso si domandano se la terapia praticata possa avere causato dei danni permanenti al bambino o possa comprometterne lo sviluppo futuro. Certamente tutti i farmaci antiblastici sono fortemente tossici per l’organismo ma, per quello che oggi sappiamo, non sembrano portare gravi danni permanenti, tranne in casi eccezionali.
Nel complesso si può affermare che un bambino guarito da leucemia  o da tumore è un individuo normale, che potrà svolgere qualsiasi lavoro desideri, sposarsi ed avere figli. Solo i bambini che hanno subito un trapianto di midollo osseo ed i bambini sottoposti ad irradiazione dei testicoli possono risultare sterili.
È anche vero che la sofferenza e l’angoscia che il bambino leucemico ha dovuto sopportare influiscono nella formazione del suo carattere in maniera talvolta negativa. È necessario perciò sviluppare tra la famiglia ed i medici del Centro un rapporto di fiducia e confidenza, per cercare di alleviare i dubbi e le angosce legate ad una malattia così drammatica, ma al tempo stesso, così ricca di giustificate speranze di guarigione.
Lo sport riveste una importanza essenziale per l’equilibrio psico-fisico del nostro bambino, e si rivelerà un ottimo mezzo che il bambino avrà a disposizione per provare a se stesso ed agli altri il proprio stato di salute. Permetterà di socializzare e superare il periodo di “forzato riposo” impostogli durante la fase più importante della malattia.

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