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LEGGI E DIRITTI

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A tutti i genitori.
Quanto segue intende avviare un percorso informativo sui temi dell’invalidità civile e dell’handicap, questioni che talvolta risultano complicate e di non semplice risoluzione.
Questa pagine vogliono essere l’inizio di un itinerario conoscitivo per orientarsi nella giungla di norme ed enti che si occupano di invalidità civile. Molte volte però il riferimento a norme generali non si adatta alle situazioni che ciascuna famiglia o persona si trova ad affrontare, per cui sarà opportuno che i problemi particolari siano condivisi con le associazioni di specifica competenza.
Questo testo è stato redatto con il contributo del Servizio Sociale dell’I.R.C.C.S. Burlo Garofolo di Trieste (assistente sociale dott.ssa Laura Novello).

Dati aggiornati al mese di giugno 2010.

 


DOMANDA

A decorrere dal 01.01.2010, le domande per il riconoscimento dello stato di:
- invalidità civile;
- cecità e sordità;
-handicap e disabilità
vanno presentate all’INPS, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità, esclusivamente in modo telematico.

La persona che intende presentare la domanda di cui sopra, dovrà quindi:
1) recarsi da un medico certificatore* (ossia un medico abilitato alla compilazione del certificato medico introduttivo), il quale si collega al sito www.inps.it, compila il modulo sul supporto informatico e lo invia in modo telematico. Consegna poi, alla persona una copia firmata, del certificato inviato che va esibito al momento della visita.
Il certificato ha una valenza di 30 giorni; se entro tale termine non viene presentata la domanda, lo stesso scade e va richiesto nuovamente al medico.

*L’elenco dei medici certificatori è disponibile sul sito www.inps.it

2) successivamente l’interessato o chi per esso, deve munirsi di un codice PIN.
Per far ciò, può collegarsi nel sito internet dell’INPS (sezione servizi on line) dove richiederlo direttamente, o rivolgersi agli enti abilitati quali: associazioni di associazioni di categoria, patronati sindacali, CAAF, altre organizzazioni, oppure in alternativa, contattando il Call Center dell’INPS al numero: 803164).

 

VISITA

La procedura informatizzata, propone delle date disponibili per l’accertamento presso la Commissione dell’Azienda USL territorialmente competente .
Per le visite ordinarie, entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda, si effettua l’accertamento; per le patologie oncologiche, il limite temporale è di 15 giorni.
L’interessato riceve successivamente una raccomandata con:
- i riferimenti della prenotazione (data, orario, luogo…);
- le indicazioni sulla documentazione da portare al momento della visita;
- le informazioni relative all’eventuale assenza alla convocazione;

Se il soggetto convocato a visita si trova nell’impossibilità fisica di recarsi presso la Commissione medica, può chiedere la visita domiciliare motivando l’impedimento con idonea documentazione sanitaria.
Se l’interessato non si presenta a visita, viene convocato una seconda volta entro i successivi tre mesi. Qualora non si presenti neppure entro la seconda volta, la domanda di riconoscimento perde ogni effetto e dovrà essere ripresentata.

In caso di impedimento, può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell’Inps e accedendo al Servizio online con il proprio codice di identificazione personale (PIN);

Alla visita è necessario presentarsi con un documento di riconoscimento valido a tutti gli effetti di legge. Inoltre è utile portare tutta la certificazione attestante le cure e le patologie del soggetto (copia cartella clinica da chiedere all’Ufficio apposito dell’Ospedale, oppure relazioni mediche dettagliate, ecc.).

 

CONTROLLO E INVIO DEL VERBALE

Dopo la convocazione a visita, la commissione ASL emette il verbale definitivo che viene trasmesso alla Commissione di verifica dell'INPS. Questa ha tempo 60 giorni per convalidare il certificato o per richiedere ulteriori accertamenti.

Trascorsi i 60 giorni, il verbale viene notificato all'interessato e viene trasmesso all'INPS per l'erogazione delle eventuali provvidenze.
Prima di essere trasmesso all'INPS vengono effettuati dei controlli sui requisiti di diritto e reddituali.
Il verbale della visita, se approvato all’unanimità, viene validato dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS, considerato definitivo e inviato al Cittadino.
La procedura si conclude con l’erogazione, se l’interessato o chi per esso ne ha diritto, delle provvidenze economiche nei casi in cui ne sia riconosciuto il diritto.
Qualora invece, il parere non sia unanime, l’INPS sospende l’invio del verbale e acquisisce gli atti che vengono esaminati dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS. Questi può validare il verbale entro 10 giorni oppure procedere ad una nuova visita nei successivi 20 giorni.
In quest’ultimo caso, nella visita oltre al medico INPS è presente anche un medico rappresentante delle associazioni di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS).

I benefici economici riconosciuti decorrono dal mese successivo alla data di presentazione della domanda di accertamento sanitario all'Azienda Usl.

 

RICORSO

Avverso i verbali emessi dalle Commissioni mediche è possibile presentare ricorso, entro sei mesi dalla notifica del verbale, davanti al giudice ordinario con l'assistenza di un legale.
Nel caso di ricorso è possibile farsi appoggiare da un patronato sindacale o da associazioni di categoria.

 

RIVEDIBILITÀ E AGGRAVAMENTO

La commissione medica può stabilire, indicandolo nel verbale, un termine di verifica alla valutazione dello stato di invalidità riscontrato; entro quel termine il minore sarà sottoposto a nuovi accertamenti sanitari (su chiamata della ASS).
Chi ha ottenuto il riconoscimento dell'invalidità civile può presentare richiesta di aggravamento seguendo il medesimo iter fin qui illustrato.
La domanda di aggravamento riapre nuovamente la procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile. Le eventuali nuove prestazioni decorrono sempre dal 1° giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

 

REVISIONI
Riguardano tutti quei casi in cui nei verbali sia già stata prevista una revisione successiva (si rinvia alla circolare INPS n. 131/2009).
E’ consigliabile comunque, che l’interessato o chi per esso, in possesso di un verbale di invalidità o handicap a breve scadenza, si rivolga alla propria ASL di competenza, poiché le prestazioni economiche ed i benefici (es. i permessi e congedi lavorativi) decadono alla data di scadenza.

 

DURATA DEI BENEFICI

Se il verbale di visita medica non indica termini di verifica, i benefici accordati sono validi fino al compimento del 18° anno di età. (è consigliabile attivarsi almeno due mesi prima del compimento della maggior età)
In tal caso potrà esser presentata una nuova domanda, se persistono condizioni di disabilità o danni permanenti.
 
PRESTAZIONI ECONOMICHE

In base alla valutazione di invalidità si può verificare la concessione dei seguenti benefici:
 
INDENNITÀ MENSILE DI FREQUENZA

Con il termine: indennità di frequenza, si intende una provvidenza a favore degli invalidi minorenni, istituita dalla Legge 11 ottobre 1990, n. 289.

Requisiti sanitari:
Riconoscimento da parte della Commissione di: "minore con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell'età" (L. 289/90) o "minore con perdita uditiva superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore";

Requisiti amministrativi:
Viene erogata:
- sino al compimento del 18° anno di età;
- ai cittadini italiani o comunque appartenenti ad uno Stato dell’UE residente in Italia;
- ai cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
Tale provvidenza inoltre presuppone la frequenza continua o periodica a centri ambulatoriali o diurni anche di tipo semi-residenziale pubblici o privati, compreso day-hospital, purchè operanti in regime convenzionale, specializzati nel trattamento terapeutico o nella riabilitazione e nel recupero di persone handicappate, oppure:
- frequenza di scuole pubbliche o private di ogni ordine e grado (anche scuola per l’infanzia  e asilo nido), - frequenza di centri di formazione o addestramento professionale finalizzati al reinserimento sociale e lavorativo dei soggetti;
L’interessato non deve aver un reddito annuo personale superiore a Euro 4.408,95;
L’importo per il 2010 è stato fissato in € 256,67 mensili.

Misura e durata
L'indennità di frequenza viene erogata per tutta la durata della frequenza ai corsi, alla scuola o a cicli riabilitativi. L'indennità di frequenza è incompatibile con l'indennità di accompagnamento e con l'indennità di comunicazione concessa ai sordomuti.

Incompatibilità
L'indennità mensile di frequenza, è inoltre incompatibile con qualsiasi forma di ricovero.

 

INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

L’”indennità di accompagnamento” è stata istituita dalla Legge 11 febbraio 1980, n. 18 ed è una  provvidenza in favore degli invalidi civili totalmente inabili a causa di minorazioni fisiche o psichiche.
Viene riconosciuta indipendentemente dall’età.

Requisiti sanitari
Riconoscimento da parte della Commissione ASS di soggetto “minore impossibilitato a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure “minore non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita che necessita di assistenza continua”.
 
Requisiti amministrativi
Viene erogata:
- ai cittadini italiani;
- ai cittadini appartenenti ad uno Stato dell’Unione Europea residente in Italia;
- ai cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
- non essere ricoverato in istituto con pagamento delle retta a carico dello Stato (o di Ente pubblico).

Misura e durata
L’importo per il 2010 è stato fissato in € 480,00 mensili.

Incompatibilità
L'indennità di accompagnamento:
- non è compatibile con le erogazioni di provvidenze simili, erogate per cause di servizio, lavoro o guerra;
- viene erogata al solo titolo della minorazione; pertanto è indipendente dal reddito posseduto dall'invalido e, come già sottolineato, dalla sua età.

 

MISURE DI SOSTEGNO PER LE PERSONE CON HANDICAP GRAVE
Ai sensi della Legge 162 del 21.05.1998 e del Decreto attuativo del 06.08.1998, le Regioni possono programmare interventi di sostegno alla persona con handicap grave (ai sensi dell’art. 3, comma 3 della Legge 104/92) e alla sua famiglia sia mediante servizi a domicilio sia mediante programmi particolareggiati da attuarsi in forma indiretta (tramite sussidi erogabili attraverso gli enti locali).
In tal caso, le domande di contributo vanno inoltrate al Comune di residenza, tramite le Unità Distrettuali per i minori (S.S.T.S.B.A. Struttura semplice tutela della salute dei Bambini e Adolescenti) attive in ogni distretto sanitario, e designate a formulare i programmi personalizzati di cui sopra.
 

ALTRE PRESTAZIONI – ASSEGNI FAMILIARI

Il minore riconosciuto “soggetto con difficoltà a compiere le funzioni proprie dell’età”, ai fini della concessione degli assegni familiari viene considerato persona inabile; pertanto, in caso di diritto agli assegni familiari vengono applicate le tabelle per i nuclei nei quali è presente un minore inabile.

Attenzione: occorre in ogni caso che il 70 % del reddito complessivo della famiglia derivi da lavoro dipendente o da pensione.

 

HANDICAP (ART. 3, LEGGE 104/92) E HANDICAP GRAVE (ART. 3, COMMA 3, LEGGE 104/92)

Il primo comma dell'articolo 3 della Legge 104/1992 precisa: "È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che causa difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione."
Ai fini del riconoscimento della situazione di handicap, si applica la stessa procedura già illustrata per l’Invalidità Civile, ossia l’interessato o chi per esso, deve presentar la domanda in modo telematico, all’INPS  territorialmente competente.

In particolare, in caso di riconoscimento di handicap grave (ossia in base all’art. 3 comma 3 della legge 104/92), sono previste agevolazioni alle famiglie e permessi di lavoro (si veda a tale proposito l’art. 33 della legge sopracitata).

Entro i primi tre anni di vita del bambino:
La lavoratrice madre, o – in alternativa – il padre lavoratore, ha diritto a prolungare il periodo di astensione facoltativa già prevista dalla legge di tutela della maternità.
Il prolungamento dell’assenza facoltativa è coperto da contribuzione figurativa utile ai fini dell’anzianità di servizio. Sotto il profilo retributivo, si ha un’indennità giornaliera pari al 30% della retribuzione. Si può anche in alternativa, usufruire di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino, purché il minore non sia ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati.
Qualora l’interessato abbia un contratto inferiore alle sei ore giornaliere, può essere concessa solo un’ora di permesso.

Dopo i tre anni di vita:
La madre, o in alternativa il padre, ha diritto a tre giorni di permesso mensile, che possono essere fruiti in modo frazionato o continuativo ed utilizzati nel corso del mese di pertinenza.
Non sono cioè cumulabili.
È importante sottolineare che la Legge 8 marzo 2000, n. 53 (articolo 20) ha precisato definitivamente che i permessi lavorativi spettano al genitore anche nel caso in cui l’altro non ne abbia diritto. Ad esempio, quindi, i permessi spettano al lavoratore padre anche nel caso la moglie sia casalinga o disoccupata, o alla lavoratrice madre se il padre è lavoratore autonomo.

L’articolo 33 della Legge 104/1992 prevede che i permessi di tre giorni possano essere concessi anche a familiari diversi dai genitori del disabile grave accertato tale con specifica certificazione di handicap (articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992) dall’apposita Commissione operante in ogni ASL. I permessi spettano ai parenti e agli affini entro il terzo grado di parentela e affinità. La condizione è comunque che l’assistenza sia prestata in via continuativa ed esclusiva, anche in assenza di convivenza, come precisato dalla Legge 8 marzo 2000, n. 53 (articolo 19).

Sono inoltre previsti benefici sul calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).

I permessi sono cumulabili con altri benefici previsti dalle norme sulla tutela della lavoratrici madri (D. Lgs. 151/2001). Sarà opportuno prender contatto con i rispettivi uffici del personale, per chiedere le eventuali prerogative del caso.

Il genitore ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio. Tale possibilità è legata all’assistenza continuativa ed esclusiva del familiare con disabilità (riconoscimento art. 3 c. 3 della legge 104/92), inoltre non può essere trasferito ad altra sede lavorativa, senza il suo  consenso (non è richiesto il requisito della convivenza).
 
CONGEDI DI DUE ANNI PER LAVORATORI DIPENDENTI L. 388/2000 e successive modifiche

I genitori o, se questi sono deceduti, i fratelli di soggetti con handicap grave (art. 3 c. 3 L. 104/1992), possono usufruire di un congedo dal lavoro indennizzabile, per la durata massima totale di due anni nell’arco di tutta la loro vita lavorativa. Tale possibilità può essere attivata alternativamente dai soggetti che ne abbiano diritto, a condizione che la persona con handicap grave non sia ricoverata a tempo pieno presso una struttura specializzata.
Le caratteristiche del congedo sono:
- non è cumulabile tra tutti gli aventi diritto (i due anni sono calcolati facendo la somma di tutti i congedi usufruiti dagli aventi diritto);
- è frazionabile anche a giorni;
- è cumulato con altri congedi non retribuiti usufruiti per “gravi e documentati motivi familiari”;
- è indennizzato in rapporto all’ultima retribuzione percepita e coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. L’indennità e la contribuzione figurativa spettano comunque fino ad un importo complessivo massimo di 36.151,98 €. annue, per cui in caso di superamento durante l’annualità di tale importo, il restante periodo di congedo sarà non retribuito. Detto importo è rivalutato annualmente, a decorrere dall’anno 2002, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

C’è l’orientamento da parte degli enti di previdenza di accogliere la domanda di congedo anche PRIMA che l’ASS si sia pronunciata circa la domanda di riconoscimento di handicap grave.
A questo scopo basta esibire la copia della domanda di riconoscimento già presentata all’INPS (al proprio Ufficio Personale se dipendente pubblico), corredata dal certificato medico e la concessione del congedo potrà essere fatta sulla PRESUNZIONE di gravità dell’handicap. In questi casi il richiedente corre il rischio di dover restituire quanto concesso, se non dovesse esser riconosciuta dalla Commissione, la gravità dell’handicap.
 
VARIE

A seconda del tipo di invalidità, esiste una normativa per:
- il superamento delle barriere architettoniche;
- contrassegno per i posteggi in aree riservate e la circolazione in zone vietate;
- acquisto di auto e pagamenti del bollo;
- facilitazioni per i viaggi in treno e sui mezzi pubblici;
- frequenza scolastica;
- benefici fiscali (detrazioni o deduzioni nella dichiarazione dei redditi), riduzione dell’IVA per l’acquisto di materiali speciali;
- altri servizi previsti eventualmente dai singoli Comuni, quali ad es. trasporti, sostegno scolastico, ecc.
 
LE ESENZIONI PER I DISABILI

I disabili (o genitori di disabili) possono godere dell’esenzione permanente dal bollo auto. Per godere dell'esenzione, il veicolo deve essere intestato allo stesso disabile, ovvero a un soggetto rispetto al quale quest’ultimo è fiscalmente a carico.
Il disabile può essere considerato "fiscalmente a carico" quando non percepisce un reddito annuo superiore a 2840,51 euro e convive con il familiare che intende avvalersi delle agevolazioni fiscali e tributarie. Non costituiscono reddito le provvidenze assistenziali come le indennità, le pensioni o gli assegni erogati agli invalidi civili.
L'esenzione dal pagamento del bollo auto spetta su un solo veicolo (auto o, in alcuni casi, motoveicolo) per volta. Per accedere a questo beneficio bisogna presentare una specifica domanda agli uffici periferici del Ministero delle finanze, allegando la documentazione prevista.
La competenza sulle tasse automobilistiche è affidata dal 2001 alle Regioni e alle Province Autonome. Per maggiori dettagli è necessario informarsi localmente presso l'ACI o presso l'Agenzia delle entrate.

Non sono agevolabili i veicoli intestati a società od enti, pubblici o privati.

Hanno diritto all’esenzione le seguenti categorie di disabili:
a) quelli con limitazioni permanenti della capacità motoria;
b) quelli con handicap psichico o mentale di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, gli invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione, i pluriamputati, i sordomuti, i non vedenti.

L’esenzione spetta per un solo veicolo, con facoltà di scelta da parte dell'interessato che nella domanda di esenzione deve indicare la relativa targa. Inoltre è necessario che il veicolo abbia una cilindrata non superiore a 2000 centimetri cubici, se a benzina, e a 2800 centimetri cubici, se diesel;

Qualora il disabile rientri solo nella ipotesi a., il veicolo deve essere stato adattato (nei comandi di guida, oppure nella struttura carrozzata) in funzione della ridotta capacità motoria del disabile e gli adattamenti devono risultare dalla carta di circolazione, inoltre deve essere opportunamente allestito con almeno uno degli adattamenti previsti dal Ministero dei Trasporti (e quindi devono essere stati sottoposti a visita e prova in una sede del Dipartimento dei trasporti terrestri). In luogo dell'adattamento, l'esenzione compete anche se il veicolo è dotato di cambio automatico (di serie o opzionale), purché prescritto dalla Commissione medica locale.

Qualora la disabilità rientri in una delle ipotesi sopra indicate nella lettera b., l'adattamento del veicolo dal 2001, non è richiesto come condizione per usufruire dell'esenzione dal bollo auto. Il disabile deve essere un invalido civile titolare di indennità di accompagnamento. Sono esclusi quindi i disabili titolari di indennità di frequenza.
 
NOTIZIE UTILI PER I TRAPIANTATI (E TRAPIANTANDI) DI ORGANI E/O MIDOLLO OSSEO

È operativa una delibera della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia datata 11.05.2001 n° 1617 che prevede rimborsi/spese per coloro che si sono sottoposti a trapianto e per i donatori.
Ecco, in sintesi, i punti di interesse principale.
La delibera riguarda tutti i cittadini (italiani e stranieri) che sono residenti nel Friuli Venezia Giulia  e che si trapiantano in regione  o fuori regione (non vale per l’estero, perché in questo caso è operante una apposita legge nazionale).
È previsto un rimborso per le spese di viaggio (mezzi pubblici e/op privati) dall’abitazione al Centro Trapianti (CT) per l’interessato ed un accompagnatore:
- per la tipizzazione
- per il trapianto
- per i controlli successivi.
Conservare ricevute fiscali, pedaggi autostrada, biglietti di viaggio, ecc.
È contemplato il rimborso delle spese di soggiorno per l’eventuale accompagnatore (uno) (da certificare la necessità di tale presenza da parte dei medici del CT), comprensiva anche di eventuali spese di albergo o di affitto di appartamenti locati temporaneamente in zona (massimo € 103,29 al giorno) e delle spese di ristorazione (mensa ospedaliera oppure pasti consumati al ristorante (importo massimo € 51.65 al giorno): conservare ricevute fiscali, scontrini, fatture, ecc.
Con la certificazione di cui sopra gli interessati dovranno rivolgersi all’Azienda Sanitaria di residenza per formulare la richiesta di rimborso d avere altre dettagliate informazioni.
I benefici partono dall’1.1.2001 e riguardano anche i trapianti fatti in precedenza e per i quali sono in corso i controlli previsti, per cui si può chiedere il rimborso per le spese sostenute per i controlli fatti dopo tale data.
Le stesse regole sono previste anche per i donatori viventi, che possono fare domanda di rimborso per le spese di viaggio e di soggiorno.
Si prescinde da qualsiasi reddito del nucleo del richiedente.
I rimborsi devono essere corrisposti entro 30 giorni dalla presentazione della domanda e relativa documentazione (ossia documentazione preliminare delle visite, del trapianto e dei successivi controlli).
 

Principale normativa di riferimento (in ordine cronologico)

Legge 118/30.03.1971 – Nuove norme in favore di mutilati e invalidi civili.
Legge 18/1980 – Indennità di accompagnamento agli invalidi totali.
Legge 291/26.07.1988 – modifiche  alla 118.
D.l.vo 509/23.11.1988 – attuativo delle modifiche.
Legge 289/11.10.1990 – modifiche legge 508.
Legge 104/05.02.1992 – legge-quadro per l’assistenza degli handicappati.
L.R. 20/ 07.05.1997 – trasporto gratuito sui mezzi pubblici.
L.R. 10/19.05.1998 – art. 32 assegno di cura per anziani e ad disabili.
Legge 162/21.05.1998 – sostegno alle persone con handicap grave.
D.l.vo 286/25.07.1998 – regolamento assistenza stranieri residenti in Italia
Legge 68/12.03.1999 – Norme per il diritto al lavoro dei disabili.
Legge 53/08.03.2000 – sostegno maternità e paternità.
D. Min. 278/21.07.2000 – regolamento permessi lav. in casi particolari.
Legge 388/23.12.2000 – art. 80, c.2 modificata dalla legge 350/ 24.12.2003 art. 3, c.106 congedo di due anni indennizzato.
D.Lgs. 151/26.03.2001 – T.U. sostegno della maternità e paternità.
Circolare Ministeriale _ Agenzia delle entrate – Direzione Centrale Normativa, 23 aprile 2010, n. 21/E.

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